Ogni giorno in Italia quasi due filiali di banche chiudono e contemporaneamente 15 dipendenti vengono licenziati, questo è quanto emerge da un’indagine fatta dall’ufficio studi della Fisac Cgil Nazionale su dati forniti da Bankitalia, infatti l’anno scorso sono gli sportelli bancari sono passati dai 21650 dell’anno precedente ai 20986 con una perdita effettiva di 664 sportelli in un anno.Andando a calcolare gli ultimi 5 anni, il numero di sportelli chiusi ammonta a 6388, quasi il 24% in meno delle 27374 filiali presenti in Italia nel 2017.
Queste innumerevoli chiusure, ovviamente vanno a ripercuotersi anche sulla diminuzione del personale, infatti alla fine dello scorso anno i dipendenti bancari italiani erano 264.132, in flessione del 2,1% su base annua, -7,7% rispetto agli ultimi cinque anni visto che nel 2017 i dipendenti bancari erano 286.222.
Ecco quanto ha riferito la segretaria generale della categoria Susy Esposito: “La dinamica del settore è estremamente preoccupante che disegna una desertificazione, bancaria e occupazionale, al momento inarrestabile: serve con urgenza invertire questa tendenza. Il settore bancario sta vivendo una situazione estremamente preoccupante. I maggiori gruppi proseguono, tra digitalizzazione e piani industriali, nell’operazione di desertificazione e sparizione bancaria e occupazionale. Una tendenza ancora più grave perché incide in aree del paese caratterizzate da comuni di minori dimensioni e dove un tessuto finanziario solido è funzionale allo sviluppo economico e al contrasto all’illegalità”.
Il numero di sportelli bancari persi in Italia è stato in maggior numero in Molise (-5,8%), nelle Marche (-4,9%) e in Sardegna (-4,1%). Per quanto riguarda, invece, i dipendenti le flessioni maggiori tra il 2021 e il 2022 si sono registrate in Liguria (-19,9%), Toscana (-9,7%) e in Campania (-7,6%). Nel lustro 2017-2022 le regioni con maggior perdita di dipendenti bancari è a carico di Liguria (-38,7%), Valle d’Aosta (-28,2%) e Umbria (-26%).
