Euro digitale: il Parlamento riapre il negoziato

L’euro digitale torna al centro dell’agenda europea dopo un passaggio politico decisivo in Parlamento. La presidente della BCE, Christine Lagarde, ha chiesto un’accelerazione. Quindi l’attenzione sul dossier è salita di livello.

La plenaria ha approvato due emendamenti con una maggioranza ampia e trasversale. Il voto rafforza il mandato negoziale. Inoltre prepara la ripartenza del confronto con il Consiglio.

Il percorso nasce con una proposta della Commissione nel 2023. Poi il Consiglio ha definito una posizione negoziale a dicembre 2025. Ora il Parlamento spinge per riaprire il trilogo nella seconda metà 2026.

Gli emendamenti mettono al centro l’accesso universale ai pagamenti e la tutela della privacy. Inoltre richiamano la sovranità monetaria europea. Così il progetto punta a restare pubblico e interoperabile in tutti i 27 Paesi.

L’euro digitale non sostituisce il contante e non copia le crypto. Piuttosto affianca banconote e monete con una forma digitale garantita. Inoltre mantiene una distanza netta dalle stablecoin private.

Il progetto prevede un portafoglio digitale con un tetto indicativo attorno a 3.000 euro. Inoltre include funzioni online e offline per continuità operativa. Quindi il sistema mira a reggere anche durante interruzioni di rete.

Il dibattito resta acceso perché l’Europa vuole ridurre dipendenze da infrastrutture esterne. Perciò il negoziato definisce regole su limiti, privacy e distribuzione. Se il processo avanza, l’euro digitale può cambiare equilibrio e concorrenza nei pagamenti europei.