CESSIONI: VERSO DEROGHE SUPERBONUS

superbonusResta lo stop generale alla cessione dei crediti edilizi ma si valuta la riapertura alle vecchie regole sul Superbonus per soggetti incapienti, case popolari, onlus e lavori con sismabonus: sono le prime anticipazioni sui lavori del tavolo tecnico presso il Ministero delle Finanze per sbrogliare la matassa dei crediti incagliati e dei cantieri bloccati.

Mettendo momentaneamente da parte l’ipotesi della compensazione con gli F24 delle banche relativi ai versamenti delle imprese e degli istituti di credito – strumento utile a disincagliare una piccola parte dei crediti ma non sufficiente a risolvere un problema da 19 miliardi – il MEF sta adesso valutando altre soluzioni percorribili, incamerando anche le proposte avanzate dalle diverse parti in causa.

Quattro le categorie di esenzioni (in fase di verifica)
In particolare, sarebbero quattro le categorie di cedenti dei bonus in edilizia per i quali si dovrebbe aprire la possibilità di un intervento in sede di conversione in legge del DL 11/2023:

  • contribuenti senza capienza fiscale (che pertanto non potrebbero sfruttare i bonus edilizi in dichiarazione dei redditi) nel perimetro di determinati requisiti,
  • Onlus,
  • Case Popolari,
  • Super Sismabonus.

In tutti i casi, si tratterebbe di soluzioni temporanee, volte a permettere la conclusione dei lavori avviati o comunque ad evitare il collasso delle migliaia di imprese edili rimaste senza un mercato di riferimento nel quale avevano già investito.

Un nodo cruciale resta la classificazione contabile dei crediti edilizi nel bilancio dello Stato. Con l’aggiornamento Istat del primo marzo sulle stime del deficit 2020-2022, integrandovi i bonus edilizi (spalmati nel triennio in base a specifica classificazione), si riscrivono i conti in base ai quali il Governo allarga o stringe i cordoni della borsa per disincagliare i crediti delle aziende cessionarie rimasti fermi in piattaforma.
Secondo le stime ANCE, si parla di 115mila cantieri bloccati in tutta Italia, 32mila ditte a rischio fallimento e 170mila lavoratori edili che rimarrebbero senza impiego. Cifre raddoppiate se si considerasse poi l’intero indotto di questo particolare mercato.

Il calendario dei lavori
Gli interventi migliorativi al decreto legge n.11 dello scorso 16 febbraio sono previsti in Parlamento, dopo il provvedimento è approdato in Commissione Finanze alla Camera e su cui sono partite le audizioni con le associazioni di categoria e gli esperti di settore.

Dopo l’aggiornamento Istat, il MEF riconvocherà le parti per un nuovo confronto sulle modifiche al Decreto Cessioni, volto a definire un doppio binario normativo – per un periodo transitorio – limitato alle deroghe che saranno alla fine stabilite.