La recente sentenza n. 7442/2024 della Corte di Cassazione ha introdotto un’importante novità riguardo alle donazioni dai genitori ai figli, stabilendo che su alcune di esse non si devono pagare tasse. Questo rappresenta un significativo cambiamento rispetto al passato e chiarisce molti aspetti della normativa fiscale.
Le donazioni da genitori a figli sono esentasse se non risultano da atti sottoposti a registrazione, cioè se non viene redatto un atto pubblico. Inoltre, le tasse sono dovute solo se il valore delle donazioni supera 1 milione di euro e viene dichiarato dal contribuente in una procedura di accertamento tributi. Pertanto, le donazioni informali e le donazioni indirette non sono soggette a tassazione.
Le donazioni indirette, in particolare, si verificano quando un genitore paga direttamente per un bene intestato al figlio, come l’acquisto di una casa. Questa forma di donazione non solo evita la comunione dei beni ma è anche immediata e priva di conflitti tra eredi. La normativa che regola le donazioni indirette prevede un limite massimo di 1 milione di euro, elevato a 1,5 milioni di euro nel caso di figli disabili. Superati questi valori, si applica un’imposta del 4% sulla somma eccedente e la donazione deve essere registrata con un atto notarile.
Per usufruire dell’esenzione fiscale, è essenziale che il motivo della donazione sia chiaramente indicato, anche se la causale “liberalità” è generalmente accettata. Tuttavia, è sempre consigliabile consultare un professionista per evitare eventuali problemi con le autorità fiscali.
In conclusione, la sentenza della Cassazione offre nuove opportunità per le famiglie italiane, permettendo di trasferire beni e denaro ai figli senza l’onere fiscale, a patto di rispettare le condizioni previste dalla legge.
