Guida al rimborso dei buoni fruttiferi postali scaduti: come incassare il tuo investimento

I buoni fruttiferi postali (Bfp) rimangono uno degli strumenti di risparmio più affidabili e sicuri, offrendo agli investitori la garanzia dello Stato italiano sul capitale investito e sugli interessi maturati nel corso del tempo. Nonostante i tassi di interesse siano cambiati negli anni, molti italiani hanno ancora in possesso buoni fruttiferi, spesso dimenticati in un cassetto, che potrebbero rappresentare una sorpresa piacevole se incassati correttamente.

La procedura di incasso, o meglio, di rimborso dei buoni fruttiferi postali, sia quelli di vecchia data che quelli più recenti, richiede la presentazione del titolo fisico presso un ufficio postale, insieme a un valido documento d’identità e al codice fiscale del titolare. È fondamentale ricordare che il rimborso può essere richiesto esclusivamente dal titolare del buono e non sono ammesse deleghe a terzi.

I buoni possono essere intestati individualmente o a più persone (cointestati), con la clausola “Pfr” che consente a ciascun intestatario di richiedere il rimborso indipendentemente dagli altri. Tuttavia, in assenza di questa clausola, la presenza di tutti gli intestatari è necessaria per procedere al rimborso. È cruciale incassare i buoni entro la loro data di scadenza per non perdere gli interessi accumulati.

I buoni fruttiferi postali scaduti e non riscossi entrano in un regime di prescrizione, dopo il quale non è più possibile ottenere il rimborso. Pertanto, è importante agire tempestivamente per non perdere il capitale e gli interessi maturati.

Per quanto riguarda la riscossione, i buoni fruttiferi postali possono essere rimborsati presso qualsiasi ufficio postale. Sebbene il rimborso immediato sia più semplice presso l’ufficio emittente del titolo, è comunque possibile richiederlo in altre sedi, con tempi di attesa che possono variare, soprattutto per i buoni in formato cartaceo.

I buoni fruttiferi dematerializzati, al contrario, vedono il loro valore accreditato automaticamente sul conto corrente dell’intestatario alla scadenza. Inoltre, esiste la possibilità di dematerializzare i buoni cartacei, procedura che consente di convertire i titoli fisici in formati elettronici, facilitando la gestione e il rimborso.

La scadenza dei buoni fruttiferi postali è un dettaglio da non trascurare: una volta superato il termine di prescrizione, il recupero dell’investimento diventa impossibile. È quindi essenziale verificare la scadenza, che dal 2009 è chiaramente indicata sul fronte del titolo stesso, e procedere con il rimborso nei tempi stabiliti per assicurarsi di non perdere il proprio risparmio.