Navigare nel sistema pensionistico: vecchiaia vs anzianità, cosa cambia?

Nell’ambito del sistema pensionistico italiano, le distinzioni tra pensione di vecchiaia e pensione di anzianità possono apparire sottili ma presentano significative differenze in termini di requisiti e modalità di accesso. La comprensione di queste differenze è fondamentale per chi si avvicina al momento della pensione e desidera pianificare al meglio il proprio futuro.

La pensione di vecchiaia si basa su un’età minima di accesso, che varia a seconda della categoria lavorativa: dipendenti pubblici, dipendenti privati e lavoratori autonomi. Al contrario, la pensione di anzianità, seppur in gran parte superata dalla riforma Fornero, offriva la possibilità di andare in pensione anticipatamente combinando età anagrafica e anni di contributi versati, seguendo un sistema di “quote”.

Le condizioni per accedere alla pensione di vecchiaia sono state definite dalla riforma Fornero, tenendo in considerazione anche l’aspettativa di vita, e prevedono un minimo di 20 anni di contributi. Per esempio, nel 2017, per dipendenti pubblici e privati, l’età minima richiesta era di 66 anni e 7 mesi, con una leggera variazione per le donne nel settore privato. Tuttavia, dall’inizio del 2018, l’età minima è stata unificata per tutte le categorie a 66 anni e 7 mesi.

Invece, per chi poteva ancora accedere alla pensione di anzianità grazie alle salvaguardie della legge Fornero, era necessario raggiungere una specifica “quota” di età anagrafica più anni di contribuzione, che nel 2017 era fissata a 97,6 per i lavoratori dipendenti e a 98,6 per i lavoratori autonomi.

Questo sistema di quote permetteva una certa flessibilità, ma al contempo complicava la pianificazione del pensionamento, poiché l’età effettiva di pensionamento variava in base ai singoli casi. D’altra parte, la pensione di vecchiaia offre un punto di riferimento più chiaro, basato principalmente sull’età.

In sintesi, mentre la pensione di vecchiaia pone l’accento sull’età anagrafica come criterio principale, quella di anzianità si fondava su un equilibrio tra anni di lavoro e età, una distinzione ormai in gran parte accantonata a seguito della riforma Fornero. Queste differenze sottolineano l’importanza di un’accurata pianificazione previdenziale e della necessità di rimanere informati sui continui aggiornamenti del sistema pensionistico italiano.