
Molti genitori si chiedono quanto costa crescere un figlio in Italia, già prima della gravidanza. La programmazione economica diventa quindi una necessità. Le spese da affrontare sono tante e cambiano in base a diversi fattori. In media, dalla nascita fino ai 18 anni, una famiglia può spendere fino a 156.000 euro. La cifra tiene conto di alimentazione, istruzione, attività extrascolastiche e tecnologia. L’importo varia in base al reddito, alla città di residenza e alla disponibilità dei servizi pubblici. Le scuole rappresentano la voce più pesante. I costi per elementari, medie e superiori sono aumentati di oltre 3.000 euro rispetto al 2022. A gravare sono anche mensa, doposcuola e strumenti tecnologici. Nella prima infanzia, si spendono tra 11.000 e 27.000 euro solo per nido, pannolini e cura del bambino. Con l’adolescenza, le spese aumentano ancora per via di smartphone, tablet e vacanze studio. Per aiutare le famiglie, il governo ha aggiornato i bonus famiglia 2025. La detrazione scolastica passa da 800 a 1.000 euro per figlio, al 19%. Oltre 120.000 euro di reddito, l’agevolazione si riduce, mentre sopra i 240.000 euro scompare. Sono attivi anche i prestiti universitari con garanzia statale e detrazioni per l’affitto fino a 2.633 euro. Inoltre, Comuni e Regioni offrono voucher per libri e materiale scolastico. La cedola libraria copre i testi della scuola primaria. Le spese variano sul territorio: nelle grandi città possono essere fino al 20% più alte rispetto alla media. Chi ha un reddito elevato spende di più, ma accede a meno bonus. Le famiglie con ISEE basso, invece, usufruiscono di più agevolazioni. Sapere quanto costa crescere un figlio è il primo passo per pianificare con consapevolezza. I bonus aiutano, ma serve una visione chiara per affrontare ogni fase della crescita, dall’infanzia all’età adulta.
