
Lo sciopero generale crea subito un clima teso e, inoltre, mette in movimento ogni settore del Paese. La Cgil guida la protesta e attacca la manovra, che Landini definisce ingiusta e balorda. Il segretario insiste su un cambio di rotta e, quindi, rilancia un confronto diretto con il governo. Salvini reagisce e considera irresponsabile bloccare l’Italia. Inoltre critica la scelta del venerdì. Ricorda che molti scioperi cadono sempre a fine settimana. L’ironia alimenta lo scontro. Landini, però, respinge le accuse. Sottolinea che la mobilitazione non segue logiche politiche. Aggiunge che il venerdì favorisce la partecipazione. Anche Malorgio interviene e, quindi, invita Salvini a concentrarsi sui problemi della mobilità. Sottolinea un malessere quotidiano. Ricorda che i cittadini affrontano disagi costanti.
La protesta coinvolge ogni settore. Le fabbriche si fermano. La scuola sospende le attività. La sanità riduce i servizi. I trasporti subiscono un forte impatto. Il trasporto aereo, però, resta fuori perché impegnato in uno sciopero precedente. Anche il personale Atac di Roma rimane escluso dopo una protesta recente. Nel trasporto locale bus, metro e tram si fermano per ventiquattro ore. Le fasce garantite restano attive. Nelle ferrovie lo stop dura fino alle ventuno. I treni a lunga percorrenza circolano secondo gli accordi. I regionali restano attivi nelle fasce 6-9 e 18-21. Le città, intanto, organizzano cortei molto partecipati. L’atmosfera diventa intensa. Le piazze si riempiono e, quindi, mostrano un forte coinvolgimento. La mobilitazione assume subito un tono nazionale. Landini guida il corteo di Firenze e, inoltre, diventa il volto della giornata. Il confronto politico continua. La discussione sulla manovra resta accesa. L’intero Paese osserva con attenzione.
