Registro elettronico solo con Spid a scuola


Il registro elettronico Spid segna una svolta destinata a incidere sulla quotidianità di studenti, docenti e genitori. Una novità inserita nell’ultima legge semplificazioni cambia le modalità di accesso alla piattaforma digitale che accompagna la vita scolastica dal 2012/13. D’ora in avanti l’accesso al registro elettronico avverrà esclusivamente tramite Spid o carta di identità elettronica, superando le tradizionali credenziali basate su username e password. La norma interessa oltre dieci milioni di persone e ridefinisce ruoli e responsabilità, soprattutto nel primo ciclo di istruzione.

L’articolo 51, comma 8, della legge 182/2025, entrata in vigore il 18 dicembre, stabilisce che ai registri online si accede solo attraverso il sistema pubblico di identità digitale o la Cie. Allo stesso tempo chiarisce che, nella scuola primaria e nelle medie, l’accesso alle comunicazioni elettroniche spetta ai genitori o a chi esercita la responsabilità genitoriale. La disposizione non indica una data precisa di avvio, ma alcune fonti ministeriali parlano di una introduzione graduale. Il principio, però, risulta già richiamato da una circolare del Mim dell’aprile scorso, che faceva riferimento al Codice dell’amministrazione digitale.

In attesa di istruzioni operative, diverse scuole iniziano a muoversi in autonomia. Alcuni istituti scolastici prevedono che dal 1° settembre docenti, personale Ata, famiglie e studenti delle superiori si dotino di Spid o Cie per accedere al registro elettronico Spid. Con l’applicazione completa delle nuove regole, le credenziali tradizionali verranno disattivate e spariranno anche gli account studente nel primo ciclo. Gli alunni fino alle medie non potranno più consultare direttamente voti, assenze e comunicazioni dal proprio telefono. In questo contesto torna centrale il diario cartaceo, unico strumento valido per annotare i compiti a casa nel primo ciclo. Le scuole invitano i professori a vigilare sul rispetto di questa prassi, in linea con una circolare ministeriale del luglio 2024, rafforzando così un modello più tradizionale di comunicazione quotidiana.