Accise carburanti, cambia lo sconto sul diesel: aumenti dal 18 settembre e accise mobili

Accise carburanti

Accise carburanti, cambia tutto sul diesel: aumenti dal 18 settembre e poi arrivano le accise mobili

Nuovo intervento del Governo sul caro carburanti. Il taglio fiscale sul gasolio viene prorogato, ma sarà progressivamente ridotto nelle prossime settimane. Per gli automobilisti questo significa che, a parità delle altre condizioni di mercato, il diesel potrebbe tornare a salire già dal 18 settembre.

La novità sulle accise carburanti è stata definita dal Consiglio dei ministri del 16 settembre: prima una riduzione dello sconto già in vigore, successivamente un ulteriore dimezzamento e, dal 5 ottobre, il passaggio al sistema delle cosiddette accise mobili.

La misura riguarda in questa fase soprattutto il gasolio. La benzina non beneficia infatti dello stesso sconto generalizzato attualmente applicato al diesel.

Accise carburanti: cosa cambia dal 18 settembre

Fino al 17 settembre il diesel beneficia di una riduzione fiscale complessiva alla pompa di circa 17,1 centesimi al litro, considerando anche l’effetto dell’Iva.

Dal 18 settembre il beneficio viene ridimensionato.

Il taglio dell’accisa passa a 10 centesimi al litro, che diventano circa 12,2 centesimi considerando anche l’Iva. Il provvedimento prevede un’accisa sul gasolio pari a 572,90 euro per mille litri in questa prima fase.

In sostanza, rispetto alla situazione precedente vengono recuperati circa 4,9 centesimi al litro.

Se tutte le altre componenti del prezzo rimanessero identiche, questa differenza potrebbe quindi tradursi in un aumento analogo alla pompa.

Dal 26 settembre lo sconto si dimezza ancora

La seconda fase scatterà il 26 settembre.

Il taglio dell’accisa verrà dimezzato passando da 10 a 5 centesimi al litro.

Considerando anche l’Iva, lo sconto effettivo rispetto al prezzo senza agevolazione sarà quindi di circa 6,1 centesimi al litro. L’accisa salirà a 622,90 euro per mille litri.

Il nuovo livello dovrebbe rimanere in vigore fino al 5 ottobre 2026.

Per gli automobilisti significa un altro potenziale incremento di circa 6,1 centesimi al litro rispetto alla fase precedente, sempre nell’ipotesi che le altre componenti del prezzo rimangano invariate.

Quanto potrebbe aumentare un pieno di diesel

Per comprendere meglio l’impatto, possiamo fare qualche semplice calcolo.

Con la prima riduzione dello sconto, la differenza è di circa 4,9 centesimi al litro. Su un pieno da 50 litri significa circa 2,45 euro in più rispetto alla situazione precedente.

Dal 26 settembre, con l’ulteriore riduzione del beneficio di circa 6,1 centesimi, un pieno da 50 litri potrebbe costare altri 3,05 euro in più rispetto alla fase immediatamente precedente.

Complessivamente, rispetto allo sconto di circa 17,1 centesimi valido fino al 17 settembre, al termine della riduzione progressiva verrebbero meno circa 11 centesimi di beneficio per litro.

Su 50 litri significa circa 5,50 euro di differenza.

Non si tratta però di una previsione del prezzo effettivo del diesel: petrolio, quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, cambio euro-dollaro e politiche commerciali dei distributori possono contemporaneamente far salire o scendere il prezzo finale.

Quanto costano oggi benzina e diesel

La riduzione dello sconto arriva mentre i prezzi sono già particolarmente elevati.

Secondo gli ultimi dati ufficiali disponibili del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 16 settembre 2026, sulla rete stradale nazionale in modalità self service il prezzo medio è:

  • benzina: 2,132 euro al litro;
  • gasolio: 2,246 euro al litro.

Il diesel costa quindi mediamente più della benzina.

Ancora più elevati i valori sulla rete autostradale: 2,222 euro al litro per la benzina e 2,326 euro per il gasolio, sempre in modalità self service.

Sono medie nazionali: il prezzo del singolo distributore può essere sensibilmente differente.

Diesel sopra i 2,20 euro al litro

Il dato più significativo è proprio quello del gasolio.

La media nazionale self di 2,246 euro al litro significa che un pieno da 50 litri costa teoricamente circa 112,30 euro.

Un pieno da 60 litri arriva invece a circa 134,76 euro.

In autostrada, prendendo come riferimento la media self di 2,326 euro, 50 litri costano circa 116,30 euro.

Ed è proprio in questo contesto che il Governo ha scelto di non eliminare immediatamente il taglio fiscale, ma di accompagnarne progressivamente la riduzione.

Perché il Governo riduce lo sconto

Lo sconto sulle accise è una misura emergenziale e ha un costo rilevante per le casse pubbliche.

Il Governo ha quindi deciso di abbandonare progressivamente il sistema delle continue proroghe con un importo fisso e passare a un meccanismo maggiormente collegato all’andamento dei prezzi.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato dopo il Cdm che per un’altra settimana il taglio dell’accisa sul gasolio sarà di 10 centesimi, poi scenderà a 5 centesimi fino al 5 ottobre. Successivamente non si tornerà semplicemente alla tassazione piena, perché dovrebbe intervenire il meccanismo delle accise mobili.

Cosa sono le accise mobili

È questa la parte più interessante del nuovo sistema.

Normalmente l’accisa è un’imposta applicata in misura fissa sulla quantità di carburante. L’Iva, invece, è percentuale e quindi aumenta in valore assoluto quando aumenta il prezzo imponibile.

Quando il carburante rincara fortemente, lo Stato può quindi incassare maggiore gettito Iva.

Il principio delle accise mobili consiste nell’utilizzare, secondo le condizioni previste dalla normativa, questo maggiore gettito per finanziare una riduzione dell’accisa.

In termini semplici: se il prezzo del carburante sale e lo Stato incassa più Iva del previsto, una parte di quell’extragettito può essere utilizzata per ridurre temporaneamente la componente fiscale applicata alla pompa.

Lo sconto quindi non sarà più sempre uguale

Questa è la differenza principale rispetto alle misure viste nelle ultime settimane.

Finora il Governo è intervenuto con tagli temporanei di importo prestabilito, prorogandoli di volta in volta.

Con le accise mobili, invece, l’intervento può variare in funzione dell’andamento dei prezzi e dell’extragettito disponibile.

Non bisogna quindi interpretare il nuovo sistema come la promessa di mantenere permanentemente il carburante sotto una determinata soglia.

È piuttosto un meccanismo fiscale destinato ad attenuare, quando ne ricorrono le condizioni, l’impatto di forti aumenti.

Perché benzina e diesel non hanno lo stesso sconto

Un’altra domanda inevitabile riguarda la benzina.

L’attuale proroga interessa il gasolio, mentre la benzina non beneficia dello stesso taglio generalizzato.

La differenza è legata soprattutto alla dinamica recente dei prezzi e alla particolare esposizione del sistema produttivo italiano al costo del diesel, utilizzato diffusamente nel trasporto merci e nelle attività economiche.

Il Governo ha inoltre confermato specifici provvedimenti riguardanti gasolio agricolo e autotrasporto.

Il prezzo alla pompa non dipende soltanto dalle accise

È importante chiarire un equivoco frequente.

Una riduzione delle accise non determina automaticamente un’identica diminuzione del prezzo complessivo del carburante, così come una riduzione dello sconto non permette di conoscere in anticipo il prezzo esatto che troveremo al distributore.

Sul prezzo finale incidono contemporaneamente:

  • quotazioni internazionali del petrolio;
  • prezzi dei prodotti raffinati;
  • cambio euro-dollaro;
  • costi logistici;
  • margini della distribuzione;
  • accise;
  • Iva.

Per questo nelle prossime settimane sarà necessario osservare non soltanto le decisioni fiscali del Governo, ma anche l’evoluzione delle quotazioni internazionali.

Dal 18 settembre cosa vedranno gli automobilisti

Il primo appuntamento da ricordare è quindi venerdì 18 settembre.

Da quella data il beneficio fiscale sul diesel si ridurrà da circa 17,1 a 12,2 centesimi al litro considerando l’Iva. A parità di tutte le altre condizioni, la differenza potenziale è di circa 4,9 centesimi al litro.

Il secondo passaggio arriverà il 26 settembre, quando il beneficio scenderà ulteriormente a circa 6,1 centesimi al litro.

Infine il 5 ottobre dovrebbe iniziare la fase delle accise mobili.

Accise carburanti: le tre date da ricordare

Per gli automobilisti il calendario può quindi essere riassunto così:

Fino al 17 settembre: sconto complessivo sul diesel di circa 17,1 centesimi al litro.

Dal 18 al 25 settembre: taglio dell’accisa di 10 centesimi, pari a circa 12,2 centesimi al litro considerando l’Iva.

Dal 26 settembre al 5 ottobre: taglio dell’accisa di 5 centesimi, pari a circa 6,1 centesimi considerando l’Iva.

Dal 5 ottobre: previsto il passaggio al sistema delle accise mobili.

Carburanti, ora gli occhi sono puntati sul 5 ottobre

La strategia del Governo sulle accise carburanti cambia quindi gradualmente.

Il taglio sul diesel non viene cancellato da un giorno all’altro, ma progressivamente ridotto: prima da circa 17,1 a 12,2 centesimi al litro e successivamente a circa 6,1 centesimi, considerando anche l’effetto dell’Iva.

Per chi utilizza quotidianamente un’auto diesel significa che, a parità di quotazioni e delle altre componenti del prezzo, il rifornimento potrebbe diventare progressivamente più costoso.

La vera svolta arriverà però dal 5 ottobre 2026, quando il Governo ha annunciato l’entrata in funzione delle accise mobili. Sarà allora che si potrà valutare concretamente quanto il nuovo meccanismo riuscirà ad attenuare eventuali ulteriori rialzi dei carburanti.