Bonus bollette 2026 fino a 60 euro: a chi spetta e come ottenere lo sconto

 

Bonus bollette 2026 fino a 60 euro: chi può riceverlo e come funziona

Un nuovo sconto fino a 60 euro sulla bolletta dell’energia elettrica è in arrivo per una parte delle famiglie italiane. La misura punta soprattutto a raggiungere quei nuclei che, pur avendo un reddito non elevato, rimangono esclusi dal tradizionale bonus sociale.

Il Bonus bollette 2026 presenta però una particolarità fondamentale: lo sconto non viene necessariamente applicato da tutte le compagnie energetiche. L’adesione all’iniziativa è infatti volontaria per i venditori.

Di conseguenza, due famiglie con condizioni economiche e consumi identici potrebbero trovarsi in situazioni differenti se hanno fornitori diversi.

La buona notizia per chi rientra nei requisiti è invece che non bisogna presentare una domanda specifica al proprio fornitore: per i clienti delle società aderenti il riconoscimento avviene automaticamente.

Bonus bollette 2026: a chi spetta

Il nuovo contributo riguarda i clienti domestici residenti che non ricevono già il bonus sociale elettrico ordinario.

Le fasce individuate sono sostanzialmente tre:

  • nuclei con meno di quattro figli a carico e ISEE superiore a 9.796 euro e fino a 15.000 euro;
  • nuclei con meno di quattro figli e ISEE superiore a 15.000 euro e fino a 25.000 euro;
  • famiglie con almeno quattro figli a carico e ISEE superiore a 20.000 euro e fino a 25.000 euro.

La misura è stata quindi costruita per allargare la platea degli aiuti oltre quella già tutelata dal bonus sociale ordinario.

Il nuovo sconto riguarda soltanto la luce

Un’altra distinzione importante riguarda il tipo di fornitura.

Il contributo previsto dal nuovo meccanismo interessa la bolletta dell’energia elettrica dell’abitazione di residenza.

Non bisogna quindi confonderlo con il bonus sociale ordinario, che ha regole differenti e può riguardare anche altre utenze.

Il nuovo sconto fino a 60 euro riguarda specificamente l’elettricità.

Non basta avere un ISEE inferiore a 25mila euro

Avere un ISEE entro i 25.000 euro rappresenta soltanto uno dei requisiti.

Il meccanismo tiene conto anche dei consumi energetici della famiglia.

Per accedere al contributo, secondo le regole della misura, il consumo di energia elettrica:

  • nel bimestre gennaio-febbraio 2026 non deve superare 500 kWh;
  • nei dodici mesi compresi tra marzo 2025 e febbraio 2026 non deve superare complessivamente 3.000 kWh.

Il superamento anche di una delle soglie previste può quindi determinare l’esclusione dal beneficio.

Quanto vale il Bonus bollette 2026

Quando si parla di “bonus da 60 euro” bisogna fare un’altra precisazione: 60 euro rappresentano il valore massimo.

L’importo effettivamente riconosciuto varia in funzione dell’energia consumata nel periodo preso come riferimento.

Secondo gli esempi riportati nelle ricostruzioni della misura, utilizzando i valori di riferimento del bimestre gennaio-febbraio 2026, lo sconto può essere indicativamente:

circa 18 euro con un consumo di 150 kWh;

circa 36 euro con 300 kWh;

quasi 60 euro arrivando a 499 kWh.

Esiste quindi una particolarità apparentemente paradossale: entro il limite stabilito, un consumo maggiore determina un contributo superiore, perché il calcolo è collegato alla componente energia e ai consumi del periodo di riferimento.

Raggiungere o superare la soglia massima prevista, però, fa venir meno il requisito.

Il fornitore deve aver aderito all’iniziativa

È probabilmente il requisito più importante da conoscere.

Il nuovo contributo nasce come sconto volontario da parte dei venditori di energia.

Ogni operatore ha quindi potuto scegliere se partecipare oppure no. ARERA ha stabilito le modalità applicative e il termine entro il quale i venditori dovevano comunicare la propria adesione.

Se una compagnia aderisce, deve applicare le condizioni previste in maniera uniforme ai propri clienti che possiedono i requisiti.

Se invece il proprio fornitore non aderisce, il semplice fatto di avere un ISEE inferiore a 25.000 euro non dà automaticamente diritto allo sconto.

È questa la differenza più rilevante rispetto al bonus sociale tradizionale.

Bisogna presentare domanda?

No.

Per ottenere il nuovo Bonus bollette 2026 non è prevista una normale procedura con domanda al fornitore.

ARERA individua le forniture che rispettano i requisiti previsti e comunica ai venditori aderenti i clienti che possono beneficiare dell’agevolazione.

Sarà quindi il fornitore ad applicare automaticamente lo sconto nella prima bolletta utile, senza che il cliente debba inviare una richiesta specifica.

Questo significa che non bisogna compilare moduli né fornire direttamente al venditore la propria documentazione ISEE per chiedere lo sconto.

L’ISEE resta però fondamentale

Il riconoscimento automatico non significa che si possa fare a meno dell’ISEE.

Per permettere l’individuazione dei potenziali beneficiari è necessario che sia disponibile una DSU valida dalla quale risulti l’ISEE del nucleo familiare.

Inoltre, il titolare della fornitura deve risultare appartenente al nucleo familiare indicato nell’ISEE e l’utenza deve essere relativa all’abitazione di residenza.

Per le nuove utenze è inoltre prevista una specifica condizione temporale: l’attivazione deve essere avvenuta entro il 31 maggio 2026.

Quando arriva lo sconto in bolletta

Le regole operative prevedono l’applicazione nella prima fattura utile da parte delle società aderenti.

L’accredito può quindi comparire nelle bollette successive all’avvio operativo della misura e le tempistiche concrete possono variare in funzione del ciclo di fatturazione del proprio venditore.

Un esempio concreto arriva da Dolomiti Energia, che il 14 settembre ha comunicato di aver aderito per il 2026 e di riconoscere ai clienti aventi diritto lo sconto nella bolletta di settembre o ottobre, fino a un massimo di 60 euro.

Come capire se lo sconto è stato riconosciuto

Il modo più semplice sarà controllare attentamente la bolletta.

Quando viene applicato il contributo, la fattura deve contenere un’apposita comunicazione con:

  • l’importo dello sconto riconosciuto;
  • il riferimento alla normativa;
  • le informazioni relative al trattamento dei dati utilizzati per riconoscere il beneficio.

Chi pensa di possedere tutti i requisiti ma non trova alcuno sconto dovrebbe innanzitutto verificare se il proprio venditore abbia aderito all’iniziativa.

Nuovo bonus e bonus sociale non sono la stessa cosa

Su questo punto è facile fare confusione.

Il contributo fino a 60 euro è rivolto proprio a una fascia di famiglie che non beneficia del bonus sociale elettrico ordinario.

Nel 2026 il bonus sociale per disagio economico continua invece a essere riconosciuto secondo le proprie soglie ISEE e con un meccanismo differente.

Per i nuclei già titolari del bonus sociale elettrico alla data prevista dal decreto è stato inoltre introdotto un ulteriore contributo straordinario di 115 euro.

Non bisogna quindi sommare automaticamente i diversi importi presentandoli come un unico maxi-bonus disponibile per tutti: si tratta di misure destinate a platee differenti.

Perché è stato introdotto il nuovo contributo

L’obiettivo è intervenire sulla fascia di famiglie che si trova appena sopra le soglie tradizionali del bonus sociale.

Sono nuclei che possono avere difficoltà a sostenere gli aumenti dei costi energetici ma che, proprio a causa di un ISEE leggermente superiore ai limiti ordinari, rimangono normalmente esclusi dagli aiuti.

Il decreto Bollette ha quindi previsto la possibilità per i venditori di riconoscere un contributo anche a queste famiglie, fissando come riferimento massimo un ISEE di 25.000 euro.

Bonus bollette 2026: cosa controllare subito

Chi vuole capire se può ricevere il Bonus bollette 2026 dovrebbe verificare soprattutto quattro elementi: avere un ISEE entro la fascia prevista, non essere già beneficiario del bonus sociale elettrico, rispettare i limiti di consumo e avere una fornitura domestica residente presso un venditore che abbia aderito all’iniziativa.

Non occorre invece inoltrare una richiesta direttamente alla compagnia.

Per chi possiede tutti i requisiti, lo sconto viene riconosciuto automaticamente in fattura e può arrivare fino a circa 60 euro, con l’importo effettivo determinato dai consumi presi a riferimento.

È soprattutto il carattere volontario dell’iniziativa a fare la differenza: ISEE e consumi corretti, da soli, non garantiscono il contributo se il proprio fornitore ha deciso di non partecipare.