Cedolare secca: tutte le novità per gli affitti brevi nel 2025

Con l’introduzione del Modello 730/2025, entrano in vigore importanti cambiamenti per la cedolare secca applicata agli affitti brevi, già annunciata nella Legge di Bilancio 2024. Questo regime fiscale agevolato, che sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali, continua a rappresentare una soluzione conveniente per i proprietari di immobili ad uso abitativo.

Tra le principali novità, chi affitta più unità immobiliari dovrà scegliere a quale applicare l’aliquota del 21%, riservata ai redditi derivanti da contratti di locazione breve relativi a una sola proprietà. Per le altre unità affittate a breve termine, fino a un massimo di quattro, l’aliquota sale al 26%. Superato il limite delle quattro unità, l’attività viene considerata di natura imprenditoriale, richiedendo l’apertura di una partita IVA.

Il vantaggio principale del regime della cedolare secca consiste nella possibilità di evitare il pagamento di imposte di registro e bollo, rendendo il processo più snello e conveniente. Tuttavia, chi sceglie questa opzione rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione, anche nei contratti che prevedono tale adeguamento, come quelli basati sull’indice ISTAT.

Per i contratti a canone concordato in zone ad alta tensione abitativa o colpite da calamità naturali, l’aliquota della cedolare scende al 10%, offrendo ulteriore supporto ai proprietari in aree sensibili.

I contribuenti devono compilare il Quadro B del modello 730/2025, specificando il tipo di contratto attraverso i codici predisposti:

  • Codice 1: contratti ordinari.
  • Codice 2: affitti brevi con aliquota al 21%.
  • Codice 3: affitti brevi con aliquota al 26%.

Questa revisione normativa rappresenta un ulteriore passo verso la regolamentazione degli affitti brevi, incentivando un approccio fiscale chiaro e trasparente per i proprietari.