Come ottenere il risarcimento per vacanze rovinate

Le vacanze tanto attese possono trasformarsi in un incubo a causa di disservizi, inadempimenti o condizioni differenti da quelle prenotate. Questi imprevisti possono causare stress e disagio, rovinando l’esperienza di relax tanto desiderata. Se subisci danni patrimoniali o non patrimoniali, sappi che hai diritto a un risarcimento riconosciuto da norme nazionali e internazionali.

Il danno da vacanza rovinata è regolato dal Codice del Turismo, specificamente dagli articoli 43, 46 e 47, sostituiti dal D.Lgs. n. 62/2018, che attua la Direttiva UE 2015/2302. Questo danno si verifica quando le prestazioni del pacchetto turistico non vengono eseguite correttamente, causando stress e disagio al turista. La normativa tutela sia gli interessi economici sia quelli non patrimoniali, come il tempo di vacanza perso e l’irripetibilità dell’occasione.

Il danno patrimoniale riguarda le perdite economiche, come il costo di un volo perso o di una notte in albergo aggiuntiva. Il danno non patrimoniale, invece, si riferisce al disagio psicologico e allo stress causato dalla mancata fruizione della vacanza. Ad esempio, un volo in ritardo che costringe a perdere una giornata di vacanza può essere considerato un danno non patrimoniale.

Il danno da vacanza rovinata si verifica quando i servizi ricevuti sono significativamente difformi rispetto a quelli pattuiti nel contratto del pacchetto turistico. La Cassazione civile, con la sentenza n. 7256 dell’11 maggio 2012, ha stabilito che vi deve essere una concreta difformità dei servizi rispetto a quelli acquistati, con conseguente delusione per il consumatore.

L’organizzatore o il venditore del pacchetto turistico sono responsabili dei danni derivanti dall’inadempimento o dall’inesatta esecuzione delle prestazioni. Il turista deve dimostrare gli inadempimenti e le difformità rispetto al contratto, mentre l’organizzatore deve provare di aver agito con normale diligenza. Il risarcimento può essere richiesto solo se l’inadempimento non è imputabile al turista o a cause di forza maggiore.

Per ottenere il risarcimento, è necessario presentare un reclamo formale al venditore o all’organizzatore, preferibilmente durante il soggiorno. È consigliabile documentare i disservizi con fotografie, fatture, scontrini e testimonianze di altri viaggiatori. Il reclamo deve essere inviato entro 10 giorni lavorativi dal rientro. Se il reclamo non viene accolto, il turista può intraprendere un’azione legale.

Il diritto al risarcimento per danno da vacanza rovinata si prescrive in tre anni dalla data di rientro per danni alla persona, e in un anno per danni patrimoniali diversi da quelli alla persona.

Se si riscontrano disservizi durante la vacanza, è importante presentare un reclamo tempestivo al tour operator, tramite email o fax. In caso di mancata risposta, è possibile presentare un reclamo formale per iscritto entro 10 giorni dal rientro, allegando prove dei disservizi subiti. Se il reclamo non porta a un risultato soddisfacente, si può ricorrere a una risoluzione stragiudiziale o intraprendere un’azione legale.

Il risarcimento può includere sia danni patrimoniali che non patrimoniali. La quantificazione del danno non patrimoniale avviene in modo equitativo, secondo la discrezionalità del giudice, che tiene conto dell’irripetibilità del viaggio e del valore soggettivo attribuito alla vacanza. Disagi e fastidi di lieve entità non sono risarcibili.

Se il reclamo non viene accolto, il turista può rivolgersi ad associazioni di consumatori o ricorrere a un arbitrato presso la Camera di Commercio. In alternativa, può intraprendere un’azione legale presso il giudice di pace per pretese inferiori ai 5.000 euro, o presso la giurisdizione ordinaria per pretese superiori.