Come recuperare gli interessi per ritardi nel pagamento di TFR e TFS?

Nell’ambito del trattamento di fine rapporto (TFR) e del trattamento di fine servizio (TFS), spesso si presentano ritardi nei pagamenti che possono generare diritti a interessi di mora per i beneficiari. Qui di seguito andremo ad esplorare il processo di recupero degli interessi, come stabilito dall’INPS e dalla normativa italiana.

L’INPS, con il messaggio n. 3550 del 10 ottobre 2023, ha fornito chiarimenti sul recupero degli interessi di mora dovuti a ritardi nei pagamenti di TFR e TFS. La legge n. 412 del 1991 prescrive che l’INPS, quale ente gestore, è responsabile per il pagamento di questi interessi e stabilisce una prescrizione decennale per l’avvio delle azioni di recupero.

Per iniziare il recupero degli interessi, i beneficiari devono presentare una domanda all’INPS, dettagliando le circostanze del ritardo e l’importo degli interessi richiesti. È importante avviare questa pratica preferibilmente all’inizio del semestre fiscale per una gestione tempestiva. Nel caso di contestazioni, l’INPS dispone di una procedura specifica, la “Rivalse Ente”, che consente di gestire i ricorsi attraverso l’Area riservata del sito dell’INPS.

Il recupero degli interessi di mora segue un calendario semestrale definito dall’INPS, e se l’importo degli interessi supera i 12 euro, il recupero viene automaticamente iniziato nel secondo semestre dell’anno fiscale. È cruciale che i beneficiari forniscano documentazione adeguata che supporti la richiesta, compresi i dettagli del ritardo e il calcolo degli interessi accumulati.

Per chi è coinvolto in questi procedimenti, è essenziale seguire attentamente i passaggi definiti dall’INPS e assicurarsi che la documentazione sia completa e precisa. Questo processo non solo aiuta a garantire che i diritti dei beneficiari siano protetti, ma assicura anche che gli enti responsabili siano tenuti a rendere conto delle loro inadempienze.