Assegno Unico, controlli INPS sulla DSU: chi rischia il taglio a 58 euro

Assegno Unico, partono i controlli INPS sulla DSU: chi rischia di scendere a 58 euro

Scattano nuovi controlli sulle dichiarazioni utilizzate per determinare l’importo dell’Assegno Unico. L’INPS ha avviato una campagna di verifica sulle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) presentate per ottenere l’ISEE corrente, dopo aver individuato alcune posizioni che necessitano di ulteriori approfondimenti.

I Controlli INPS Assegno Unico non riguardano indistintamente tutti i beneficiari. L’Istituto invierà comunicazioni individuali esclusivamente alle persone per le quali sono emersi elementi da approfondire.

Secondo quanto riportato da Virgilio, le verifiche interesserebbero circa 4.000 nuclei familiari nei quali sarebbero state individuate possibili omissioni o incongruenze relative ai redditi dichiarati.

Per queste famiglie la conseguenza può essere importante: in attesa della regolarizzazione, l’Assegno Unico potrebbe essere temporaneamente ricalcolato come se non fosse disponibile un ISEE valido.

Controlli INPS Assegno Unico: perché vengono effettuati

Alla base dell’operazione ci sono le informazioni inserite nella DSU.

La Dichiarazione Sostitutiva Unica contiene i dati anagrafici, reddituali e patrimoniali necessari per determinare l’ISEE del nucleo familiare.

L’INPS spiega ufficialmente che le verifiche vengono effettuate confrontando le informazioni riportate nelle DSU con quelle disponibili nei propri archivi. Lo scopo è accertare che le prestazioni sociali agevolate vengano erogate sulla base della reale situazione economica delle famiglie.

Virgilio riferisce inoltre che l’attività ha coinvolto il confronto con le banche dati dell’Agenzia delle Entrate e che da questi controlli sarebbero emerse circa 4.000 posizioni da approfondire.

Attenzione: un’incongruenza non significa automaticamente frode

Questo è uno degli aspetti più importanti della vicenda.

Ricevere una comunicazione dell’INPS non significa automaticamente aver commesso una frode o aver percepito indebitamente l’Assegno Unico.

Le anomalie possono dipendere anche da errori nella compilazione della dichiarazione o da dati che necessitano semplicemente di essere verificati e documentati.

L’INPS parla infatti di elementi che richiedono “ulteriori approfondimenti istruttori” e consente agli interessati sia di aggiornare la DSU sia di presentare documentazione per dimostrare la correttezza dei dati già dichiarati.

Cosa succede all’Assegno Unico durante i controlli

La conseguenza più rilevante riguarda l’importo ricevuto ogni mese.

Fino alla conclusione delle verifiche o all’aggiornamento della documentazione, l’INPS può rideterminare temporaneamente l’Assegno Unico secondo le regole applicabili quando manca un ISEE valido.

Nel 2026 l’importo minimo dell’Assegno Unico è di circa 58 euro mensili per figlio.

L’Osservatorio ufficiale INPS indica infatti che, a luglio 2026, l’importo medio per figlio era di 177 euro, comprese le eventuali maggiorazioni, con valori che andavano da circa 58 euro per chi non presenta l’ISEE o supera la soglia massima fino a 227 euro per la fascia ISEE minima.

Chi rischia quindi di ricevere soltanto 58 euro

Non tutti.

Il rischio riguarda le famiglie interessate dalla verifica la cui attestazione ISEE corrente non possa essere considerata valida ai fini del calcolo della prestazione fino alla conclusione dell’istruttoria.

Secondo Virgilio, la rideterminazione può avere effetto sulle mensilità a partire da settembre 2026.

La riduzione può essere particolarmente rilevante per le famiglie con ISEE basso.

Per il 2026 la fascia ISEE minima arriva a 17.468,51 euro e l’importo base può raggiungere circa 227 euro per figlio, prima di considerare le specifiche maggiorazioni eventualmente spettanti.

Passare temporaneamente dall’importo pieno alla quota minima può quindi significare perdere, nell’immediato, una parte consistente dell’assegno mensile.

Facciamo un esempio

Immaginiamo una famiglia che, sulla base del proprio ISEE e delle condizioni del nucleo, percepisca circa 220 euro mensili per un figlio.

Se durante l’istruttoria l’ISEE non può essere utilizzato e viene applicato l’importo minimo di circa 58 euro, la differenza temporanea sarebbe di circa 162 euro al mese.

Con due figli, a parità puramente esemplificativa di importo, la differenza potrebbe diventare molto più consistente.

Si tratta però soltanto di un esempio matematico: l’importo effettivo dell’Assegno Unico dipende dall’ISEE, dall’età dei figli e dalle eventuali maggiorazioni previste per lo specifico nucleo familiare.

Come sapere se si è coinvolti nei controlli

Non occorre allarmarsi semplicemente perché si percepisce l’Assegno Unico.

L’INPS ha chiarito che saranno inviate comunicazioni individuali esclusivamente alle posizioni per le quali sono emersi elementi da approfondire.

In altre parole, non siamo davanti a una riduzione automatica dell’Assegno Unico per milioni di famiglie.

Secondo i dati ufficiali, nel 2026 hanno ricevuto la prestazione oltre 6,1 milioni di nuclei familiari, per circa 9,65 milioni di figli.

Le circa 4.000 posizioni indicate da Virgilio rappresentano quindi una porzione molto limitata della platea complessiva.

Cosa fare se l’INPS segnala problemi nella DSU

Chi riceve la comunicazione ha sostanzialmente due possibilità.

Se nella DSU esiste effettivamente un errore o un dato da aggiornare, è possibile presentare una nuova Dichiarazione Sostitutiva Unica attraverso il servizio online dedicato oppure rivolgendosi a un CAF.

Se invece il cittadino ritiene corretti i dati già dichiarati, può rivolgersi alla struttura territoriale INPS competente e presentare la documentazione necessaria a dimostrarne la correttezza.

È quindi importante non ignorare un’eventuale comunicazione ricevuta dall’Istituto.

Che cos’è l’ISEE corrente

La verifica riguarda in particolare le DSU utilizzate per ottenere l’ISEE corrente.

A differenza dell’ISEE ordinario, questo strumento permette, quando ricorrono determinate condizioni previste dalla normativa, di rappresentare una situazione economica più aggiornata del nucleo.

È particolarmente utile, ad esempio, quando si verificano variazioni significative della situazione lavorativa, reddituale o patrimoniale rispetto ai dati utilizzati dall’ISEE ordinario.

Proprio perché consente di utilizzare informazioni più recenti, una parte dei dati viene necessariamente autocertificata ed è quindi suscettibile di successive verifiche.

Cosa è cambiato nell’ISEE 2026

Quest’anno l’ISEE è stato interessato anche da importanti modifiche.

Dal 1° gennaio 2026 è stato introdotto un indicatore specifico, più favorevole per determinate prestazioni familiari e di inclusione, tra cui proprio l’Assegno Unico.

Tra le novità figurano una franchigia più elevata sull’abitazione principale e maggiorazioni della scala di equivalenza più favorevoli alle famiglie con figli.

A marzo l’INPS ha inoltre aggiornato automaticamente le attestazioni relative alle DSU presentate dal 1° gennaio 2026, adeguandole alle nuove regole.

Se tutto è regolare si perdono i soldi?

Questo è probabilmente il dubbio principale delle famiglie coinvolte.

Secondo quanto riportato da Virgilio, no: se al termine dell’istruttoria viene confermata la regolarità della posizione, l’INPS procederà con i conguagli delle somme non corrisposte durante il periodo nel quale l’importo era stato temporaneamente rideterminato.

Quindi la riduzione a circa 58 euro non deve essere interpretata necessariamente come una perdita definitiva.

Può essere una rimodulazione temporanea in attesa che venga chiarita la posizione ISEE.

Assegno Unico, nessun taglio generalizzato alle famiglie

La distinzione è essenziale: i Controlli INPS Assegno Unico non introducono un nuovo taglio nazionale della prestazione.

L’Assegno Unico continua a essere erogato normalmente alla generalità degli aventi diritto.

Le verifiche interessano esclusivamente le posizioni nelle quali l’INPS ha individuato elementi della DSU che necessitano di ulteriori approfondimenti.

Chi riceve una comunicazione dovrà quindi verificare rapidamente la propria situazione: in caso di errore potrà presentare una nuova DSU; se invece ritiene corretto quanto dichiarato, potrà fornire all’INPS la documentazione che lo dimostra.

E soprattutto, una verifica non equivale automaticamente a un’accusa di frode. Soltanto al termine dell’istruttoria sarà possibile stabilire se i dati dichiarati siano corretti e quale sia l’importo dell’Assegno Unico effettivamente spettante.