Detrazioni per lavoratori dipendenti nel 2024: nuove regole e calcolo

Nel 2024, le detrazioni per i lavoratori dipendenti hanno subito importanti cambiamenti dovuti alla riforma dell’Irpef, offrendo nuove opportunità per ridurre l’imposta dovuta. Con la fusione dei primi due scaglioni di reddito, il sistema fiscale si è semplificato passando a tre aliquote. Inoltre, il decreto legislativo n. 216/2023 ha introdotto un aumento della detrazione Irpef per i lavoratori con redditi fino a 15.000 euro.

I lavoratori dipendenti possono beneficiare delle detrazioni secondo importi aggiornati: per coloro con un reddito complessivo fino a 15.000 euro, la detrazione ammonta a 1.955 euro, garantendo un minimo di 690 euro indipendentemente dalla durata del rapporto di lavoro nell’anno. Per i redditi superiori a 15.000 euro e fino a 28.000 euro, la detrazione può arrivare fino a 1.910 euro, calcolata con una formula che considera il reddito diminuito di 28.000 euro, mentre per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro la detrazione si stabilizza a 1.910 euro.

Oltre alle modifiche nelle aliquote e scaglioni, la riforma ha anche adeguato il modo in cui le detrazioni vengono calcolate e applicate. Queste sono calcolate proporzionalmente ai giorni di durata del rapporto di lavoro e possono essere recuperate direttamente in busta paga o tramite la dichiarazione dei redditi. Inoltre, per i lavoratori con redditi tra 25.000 e 35.000 euro è previsto un importo aggiuntivo di 65 euro.

Le nuove regole fiscali non influenzano solo i lavoratori dipendenti ma anche gli autonomi e i pensionati, estendendo le modifiche al calcolo delle detrazioni anche a questi gruppi. La riforma ha creato un’area di esenzione fiscale per chi ha un reddito fino a 8.500 euro, aumentando l’importo della detrazione ordinaria per chi guadagna fino a 15.000 euro da 1.880 euro a 1.955 euro solo per il 2024.

Questa trasformazione nel sistema di detrazioni e tassazione rappresenta un passo significativo verso una maggiore equità fiscale e una semplificazione del sistema tributario, influenzando positivamente il potere d’acquisto dei lavoratori e contribuendo a una maggiore trasparenza e comprensione delle proprie obbligazioni fiscali.