Pressione fiscale in Italia e Danimarca: un confronto tra le più alte d’Europa

In Italia, la discussione sulla pressione fiscale reale è sempre stata centrale nei dibattiti sulla politica economica, soprattutto considerando il suo impatto su cittadini e aziende. Nonostante un calo dal picco del 49,8% nel 2013 al 47,6% nel 2021, l’Italia resta uno dei paesi con la pressione fiscale più elevata in Europa, ben sopra la media dell’Unione Europea che si attesta al 40,4%. Questo trend di riduzione è dovuto principalmente alla diminuzione dell’economia sommersa, che ha registrato una significativa contrazione passando dal 13% del PIL nel 2014 al 10,5% nel periodo 2020-2021.

Questo cambiamento evidenzia l’efficacia delle misure adottate per combattere l’evasione fiscale, ma pone anche l’Italia in una posizione delicata per quanto riguarda il ceto medio, particolarmente colpito da questa alta pressione fiscale. La Fondazione nazionale dei commercialisti ha sottolineato che, nonostante la pressione fiscale ufficiale sia già elevata, quella reale è ancora superiore di circa cinque punti percentuali a causa dell’economia sommersa.

Per risolvere questa problematica e supportare meglio il ceto medio, i commercialisti e l’Agenzia delle Entrate stanno spingendo per una maggiore semplificazione delle procedure fiscali e l’adozione dello smart working come strumento per migliorare l’efficienza. Inoltre, il presidente dei commercialisti, Elbano de Nuccio, ha evidenziato come la riforma fiscale in discussione dovrebbe aiutare a ridurre ulteriormente sia la pressione fiscale complessiva che quella derivante dall’economia sommersa.

Mentre l’Italia cerca di avvicinare la pressione fiscale reale a quella ufficiale, anche la Danimarca si trova in cima alla classifica europea con livelli simili. La Francia segue poco dietro con una pressione del 45,1%. Questa situazione solleva questioni di equità e trasparenza fiscale, rendendo complessa la comparazione diretta tra i diversi paesi a causa delle diverse modalità di calcolo e della mancanza di trasparenza sulle stime dell’economia sommersa.

L’Italia sta facendo progressi significativi nel ridurre il divario tra economia ufficiale e sommersa, un passo importante verso una maggiore trasparenza e equità fiscale che potrebbe portare benefici a lungo termine per tutti i contribuenti italiani.