Paraguay blocca il mining di criptovalute per proteggere la rete elettrica nazionale

Il Paraguay ha deciso di introdurre un divieto temporaneo sul mining di criptovalute e sulle attività correlate come lo staking. Questa mossa è una risposta diretta ai problemi causati dai minatori illegali, che hanno sovraccaricato la rete elettrica nazionale, causando interruzioni di corrente frequenti. Questo fenomeno ha portato alla necessità di un intervento legislativo urgente per prevenire ulteriori disagi. Un progetto di legge, presentato il 4 aprile, propone di vietare non solo il mining ma anche la creazione, conservazione, custodia e commercializzazione di criptovalute nel paese. Questo ampio raggio di azione mira a regolamentare l’ecosistema delle criptovalute in modo più efficace, inclusa la gestione dei crypto wallet.

La proposta prevede che il divieto duri circa sei mesi, dando tempo alle autorità di formulare una legge comprensiva che affronti le problematiche del settore. Durante questo periodo, la National Electricity Administration del Paraguay non erogherà energia ai minatori di criptovalute se ciò comporta danni per gli altri utenti.

Il Paraguay era diventato un hotspot per i minatori di criptovalute, attratti dall’abbondanza di energia idroelettrica a basso costo, in particolare nella regione dell’Alto Paraná, dove si trova la diga di Itaipu. Tuttavia, le attività illegali di mining hanno provocato notevoli perdite economiche, stimando un danno annuo potenziale di circa 60 milioni di dollari nell’Alto Paraná.

Questa situazione ha spinto il governo a riconsiderare le normative sulle criptovalute, cercando di proteggere i consumatori e prevenire attività illecite come l’evasione fiscale e il riciclaggio di denaro attraverso Bitcoin e altre criptovalute. La situazione attuale sembra un’anticipazione di una regolamentazione più severa del settore finanziario innovativo nel Paraguay.