Recupero del credito IVA pregresso: linee guida e normative

La recente Risposta n. 111/2024 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti fondamentali sulla liquidazione dell’IVA di gruppo e il divieto di attribuzione del credito IVA pregresso. Questo intervento si riferisce specificamente al recupero del credito IVA pregresso da parte di una società aderente alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo.

La procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo, regolata dall’articolo 73 del D.P.R. n. 633 del 1972 e dal decreto ministeriale del 13 dicembre 1979, permette alle società legate da rapporti di controllo di liquidare l’IVA in modo unitario. Questo sistema consente la compensazione dei debiti e crediti IVA tra le società partecipanti, con i versamenti effettuati dalla società controllante. Tuttavia, la legge n. 244 del 2007 ha introdotto il divieto di far confluire nelle liquidazioni di gruppo il credito IVA maturato nel periodo d’imposta precedente, rendendo questa eccedenza utilizzabile solo dalla società che l’ha generata.

Il caso specifico trattato riguarda una società denominata ALFA, che nel 2005 aveva aderito alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo con un credito IVA riportato dall’anno 2004. Tale credito non era stato incluso nella procedura di gruppo, ma compensato con altri tributi, generando un contenzioso conclusosi con la conferma dell’illegittimità delle compensazioni orizzontali operate dalla società. Nel 2023, ALFA ha aderito alla definizione della lite, riversando integralmente l’IVA contestata e presentando la relativa istanza di definizione agevolata.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, il credito IVA riversato nel 2023 non può essere attribuito alla procedura di liquidazione dell’IVA di gruppo in essere. La normativa vigente vieta di far confluire crediti pregressi nelle liquidazioni di gruppo avviate dopo il 2008. Pertanto, l’eccedenza IVA derivante dal riversamento deve essere indicata nel rigo VL40 della dichiarazione IVA per il 2023 e riportata nel rigo VX2, campo 1. Nella dichiarazione IVA 2024, il credito in questione non può essere trasferito al gruppo e deve essere gestito individualmente dalla società che lo ha maturato. Se la dichiarazione è già stata presentata con l’attribuzione del credito alla procedura di gruppo, dovrà essere tempestivamente sostituita o integrata per evitare l’indebito utilizzo del credito.

Questo principio di separazione tra il credito IVA maturato prima e dopo l’ingresso nella procedura di gruppo assicura il rispetto della normativa vigente e previene sanzioni per l’indebito utilizzo del credito. La risoluzione n. 21/E del 2014 aveva già chiarito questo divieto, confermando che il credito IVA pregresso deve rimanere nella disponibilità della società che l’ha generato.