Sciopero dei lavoratori Amazon in Italia durante il black friday

Il Black Friday di quest’anno segna un momento significativo per i lavoratori di Amazon in Italia, in particolare per quelli del magazzino di Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza. Per il quarto anno consecutivo ci sarà il 24 novembre una giornata di sciopero, non solo in Italia ma anche in altri trenta paesi. Le ragioni principali di questa protesta, come riportato dalla CGIL e dall’UGL, sono molteplici e riguardano principalmente la retribuzione, la mancanza di welfare, l’insufficiente aumento dei buoni pasto, e preoccupazioni per la salute e la sicurezza sul lavoro.

La CGIL ha evidenziato che, nonostante l’andamento economico positivo di Amazon, i lavoratori ricevono una retribuzione che considerano inaccettabile. Inoltre, l’azienda è accusata di utilizzare contestazioni disciplinari per motivi futili. L’UGL ha espresso preoccupazioni simili, sottolineando il rifiuto dell’azienda di concedere i benefici richiesti e l’aumento retributivo ritenuto insufficiente.

Amazon, dal canto suo, ha risposto sottolineando i suoi investimenti in Italia, che ammontano a 1,69 miliardi di euro, e la creazione di 1.000 posti di lavoro a tempo indeterminato, di cui circa 1.700 solo a Castel San Giovanni. La multinazionale ha inoltre evidenziato che nel 2022, più di 21.000 piccole e medie imprese hanno utilizzato Amazon per vendere online, con vendite all’estero che hanno superato i 950 milioni di euro.

Questo sciopero si inserisce in un contesto più ampio di sensibilizzazione ai problemi ambientali e sociali causati dalla multinazionale, con una protesta internazionale sotto il motto “Make Amazon Pay”. La CGIL e l’UGL continuano a sostenere la necessità di un impegno più forte da parte di Amazon per ridurre il proprio impatto ambientale e pagare le tasse in modo equo in tutti i paesi in cui opera.

In conclusione, lo sciopero dei lavoratori di Amazon in Italia durante il Black Friday evidenzia una tensione crescente tra le esigenze dei lavoratori e le politiche aziendali di una delle più grandi multinazionali del mondo. Questa situazione solleva questioni importanti sulle condizioni di lavoro nell’era dell’e-commerce e sul ruolo delle grandi aziende nella società moderna.