Strategia nazionale sull’Intelligenza Artificiale: l’Italia investe nel futuro

L’Italia ha messo a punto una strategia ambiziosa per posizionarsi come leader nell’ambito dell’intelligenza artificiale (IA), delineando un percorso che mira a stimolare la ricerca, l’innovazione e l’adozione di tecnologie avanzate in questo settore. Nel corso del primo incontro del G7 dedicato alla tecnologia, tenutosi a Trento, il paese ha espresso il suo impegno a sviluppare sistemi di IA interoperabili per il settore pubblico, definire regole comuni per i sistemi digitali governativi, e sostenere lo sviluppo di competenze nelle economie emergenti.

La strategia nazionale italiana sull’IA, presentata dal sottosegretario all’Innovazione Alessio Butti, si fonda su dieci azioni chiave che spaziano dalla ricerca scientifica all’educazione, passando per l’amministrazione pubblica e il supporto alle imprese. Questa strategia prevede la creazione di modelli linguistici di grande dimensione specifici per l’Italia, la promozione di un dottorato dedicato all’IA e la nascita di una fondazione appositamente dedicata a gestire e indirizzare gli sforzi nazionali in questo campo.

Tra gli obiettivi principali, figura l’elaborazione di linee guida per l’impiego degli algoritmi nell’amministrazione pubblica e l’invito a sviluppare almeno tre grandi modelli linguistici focalizzati su settori in cui l’Italia possiede una forte riconoscibilità internazionale. Questo approccio non solo punta a rafforzare il posizionamento del paese nella ricerca di base, ma mira anche a stimolare l’innovazione nelle piccole e medie imprese attraverso la creazione di un ecosistema favorevole all’IA.

L’iniziativa prevede inoltre l’istituzione di una rete di laboratori per lo sviluppo di applicazioni industriali e il sostegno alle startup tramite un fondo dedicato gestito da Cassa Depositi e Prestiti. L’obiettivo è duplice: da un lato, facilitare l’adozione di tecnologie basate sull’IA nelle imprese, e dall’altro, assicurare che le aziende del settore informatico possano accedere facilmente a risorse e supporto per la sperimentazione di soluzioni innovative.

Sul fronte dell’educazione, la strategia incoraggia l’integrazione di corsi sull’IA nei percorsi universitari e la creazione di un dottorato specifico, con l’obiettivo di formare la prossima generazione di esperti in questo campo vitale per il futuro economico e tecnologico del paese.

In termini di finanziamento, il governo ha già stanziato un tesoretto di 150 milioni di euro per alimentare fondi di venture capital dedicati, con l’aspettativa di generare un impatto significativo grazie all’effetto moltiplicatore dei privati. A questi si aggiunge la promessa della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di destinare ulteriori risorse per un totale di 1,15 miliardi di euro dedicati a progetti di ricerca sull’IA.

La creazione di una Fondazione per l’Intelligenza Artificiale presso Palazzo Chigi simboleggia la volontà di coordinare efficacemente le iniziative nazionali, garantendo un’implementazione coerente e mirata della strategia, in stretta collaborazione con l’autorità di regolazione prevista dall’AI Act.

In conclusione, con un approccio che abbraccia ricerca, innovazione, educazione e supporto alle imprese, l’Italia si appresta a navigare con determinazione verso un futuro in cui l’intelligenza artificiale giocherà un ruolo centrale nello sviluppo economico e tecnologico del paese.