
Il sistema di pompaggio idroelettrico in mare aperto propone un nuovo modello per accumulare energia in modo sostenibile e innovativo. La startup italiana Sizable Energy ha sviluppato un impianto offshore che funziona come una vera e propria “batteria d’acqua”. L’energia viene immagazzinata pompando salamoia dal fondale verso un serbatoio galleggiante. Quando serve elettricità, il liquido scende e attiva turbine, generando corrente. Questo metodo sfrutta la pressione dell’acqua in profondità, evitando l’uso di minerali rari e riducendo l’impatto ambientale. A differenza delle centrali tradizionali, non consuma suolo, non si vede dalla costa e usa componenti già presenti nell’industria navale.
La tecnologia garantisce uno stoccaggio energetico di lunga durata, più stabile rispetto alle batterie chimiche. Il progetto si adatta perfettamente ai parchi eolici galleggianti, già previsti in aree come il mar Mediterraneo, e può integrarsi con impianti che sfruttano onde e maree. Dopo i test nei Paesi Bassi, l’impianto sarà sperimentato a Reggio Calabria e poi nel Mediterraneo. Il sistema ha già raccolto 8 milioni di dollari di investimenti, utili per ingegnerizzazione e certificazioni. La regolamentazione esistente consente un percorso autorizzativo semplificato, sfruttando le norme previste per l’eolico offshore.
Il pompaggio idroelettrico in mare aperto rappresenta un’opportunità concreta per accumulare energia in modo pulito, modulare e replicabile. Una soluzione che guarda al futuro, con benefici ambientali e industriali, pronta a espandersi anche all’estero con progetti su larga scala.
